PRESENTAZIONE DEL NUOVO CENTRO DI RADIOTERAPIA DEL LUGANESE

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L’invecchiamento della popolazione rappresenta per i sistemi sanitari un’importante sfida per il futuro, non solo perché richiederà una maggiore capacità di gestione dei casi, ma soprattutto perché avrà importanti conseguenze a livello epidemiologico. Studi effettuati in molti paesi hanno permesso di dimostrare che l’incidenza delle malattie tumorali aumenta in modo esponenziale con l’invecchiamento della popolazione. Anche il nostro cantone conoscerà quindi in un prossimo futuro una significativa crescita del numero di persone affette da tumori maligni.

I tre pilastri su cui si basano attualmente tutti gli approcci terapeutici nei casi oncologici sono la chirurgia, campo nel quale la Clinica Luganese vanta un’ottima tradizione e reputazione, l’oncologia medica e la radioterapia. A livello internazionale si calcola che già oggi il 60% circa dei pazienti affetti da un tumore maligno sono trattati tramite radioterapia, sola o combinata ad altre terapie, e i buoni sviluppi che questo approccio sta conoscendo lasciano presupporre che in futuro questa percentuale cresca ulteriormente.

L’attuale distribuzione delle prestazioni di radioterapia sul suolo cantonale non può essere dichiarata ideale, da una parte perché questo tipo di terapia obbliga i pazienti a spostarsi per più settimane per delle terapie molto brevi a Bellinzona, e questo indipendentemente dal luogo di provenienza, e dall’altra perché chi non tollera bene la terapia e chi non guida deve affidarsi ai mezzi di trasporto pubblici, che difficilmente possono aiutare i pazienti a raggiungere il San Giovanni. Per questa ragione nel corso del 2006 la Clinica Luganese aveva deciso di lanciare un progetto per la realizzazione di un centro di radioterapia nel Sottoceneri, con l’intento di offrire ai pazienti interessati un’alternativa il più possibile vicina a casa e facilmente raggiungibile (la Clinica Luganese dista solo alcune centinaia di metri dalla stazione di Lugano).

Il progetto ha conosciuto fin dall’inizio un percorso abbastanza tortuoso e dopo un primo periodo necessario per l’ottenimento del nulla osta da parte dell’autorità preposta, la Clinica ha investito più di un anno nell’intento di cercare una collaborazione con il centro di radioterapia dell’Ospedale San Giovanni. Purtroppo questo non è stato possibile e a partire dall’inizio del corrente anno i lavori per la realizzazione del centro di radioterapia della Clinica sono ripresi con una notevole intensità. Su invito del Consiglio di Stato ci siamo di recente ritrovati con l’EOC per discutere, come riportato recentemente in parlamento dall’Onorevole Pesenti, forme di collaborazione atte a garantire per il Luganese la gestione di un’unica apparecchiatura di radioterapia. Le trattative sono in corso e speriamo che possano portare a dei frutti concreti.

Nel corso del 2009 un gruppo interdisciplinare di medici ha permesso di individuare la futura responsabile medica del centro, nella figura della dr.ssa Alessandra Franzetti Pellanda, che oltre a conoscere in modo ottimale la realtà oncologica cantonale può vantare ottimi contatti a livello universitario, in particolare con il servizio di radioterapia del CHUV, presso il quale ha lavorato per alcuni anni. Quale fisico responsabile per tutti gli aspetti tecnici è stato scelto il dr. Stefano Presilla, che dopo una lunga esperienza al San Giovanni di Bellinzona è stato attivo anche quale fisico responsabile del centro di radioterapia di Allschwil, presso il quale ha partecipato all’avvio dell’attività.

L’assunzione del restante personale necessario al buon funzionamento del centro, assieme alla scelta della tecnologia, ha potuto essere portato a termine rapidamente, permettendo così alla Clinica di essere pronta ad aprire ufficialmente il Centro di radioterapia l’11 gennaio 2010.

Negli ultimi anni i progressi tecnologici fatti nel campo della radioterapia sono stati impressionanti. In un settore segnato da una forte tecnologizzazione delle prestazioni, riteniamo fondamentale riservare molta attenzione anche ad altri aspetti, quali la presa a carico dal punto di vista umano dei pazienti, il lavoro di gruppo e la creazione di ambienti accoglienti e piacevoli. Nel solco della tradizione della Clinica vogliamo riservare anche in questo settore una particolare attenzione al paziente, cercando di gestire tutti i casi che i medici decideranno di inviare al centro di radioterapia in modo semplice, efficace e personalizzato. Particolare attenzione sarà data alla cura della comunicazione con i pazienti, con i loro famigliari e anche con i loro medici.

Considerato la tipologia delle terapie offerte, grande attenzione sarà data anche alla sicurezza dei pazienti. Tutte le tappe del progetto sono state validate da esperti esterni e la messa in funzione dell’acceleratore sarà seguita nei minimi dettagli e nel rispetto di tutte le leggi e le normative in vigore. Un ulteriore passo per favorire la sicurezza e la qualità delle prestazioni sarà quello di instaurare delle collaborazioni sul suolo nazionale con centri di radioterapia di livello universitario. Prevediamo in questo campo di continuare la collaborazione con il Prof. Glanzmann, già caposervizio e attuale medico aggiunto presso l’Ospedale Universitario di Zurigo, e abbiamo avviato i primi passi per formalizzare una collaborazione con il centro di radioterapia del CHUV, diretto dal Prof. Mirimanoff.

Con la messa in funzione di un acceleratore dell’ultima generazione (TomoTerapia) siamo convinti di aver gettato le basi per costruire per la popolazione del Luganese e del Mendrisiotto un centro di radioterapia di alto livello. Grazie all’ottima qualità delle risorse umane a disposizione del centro, all’introduzione di un sistema di lavoro basato sulla collegialità, alle collaborazioni con centri universitari e al tocco di umanità con il quale vogliamo caratterizzare il lavoro quotidiano, la Clinica è sicura di riuscire a costruire un centro apprezzato da pazienti e medici. Il forte entusiasmo che ha accompagnato il progetto negli ultimi 12 mesi ha fatto notevolmente crescere la voglia di iniziare ad offrire le prestazioni agli ammalati del Sottoceneri.


Clinica Luganese
15 dicembre 2010

 

 

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